Vivere, o almeno sopravvivere

La fuga non è una decisione voluta, è una scelta obbligata. Per vivere, o almeno sopravvivere.

La fuga è l’ultima spiaggia che fame, guerre e massacri ti costringono a percorrere. Non c’è via di scampo, se vuoi continuare a respirare. Non c’è alternativa, se vuoi dare un futuro ai tuoi figli.

È un rischio? Certo, ma anche l’unica speranza. E allora fuggi, parti, scappi e soffri, corri, ti imbarchi, navighi e soffri, la barca affonda, tu resisti, nuoti, naufraghi e soffri. Soffri e alla fine arrivi, voli verso la tua nuova vita. Ma, all’improvviso, ti blocchi pietrificato.

Di fronte, un muro.

Il muro del pregiudizio, della xenofobia, del razzismo.

Tu, fuggito per vivere, ora sei morto.

Hai resistito a bombe e pallottole, e adesso, quasi vien da ridere, a ucciderti è la paura di te.

Autore

Robin Smith (17 anni)