Non è mai troppo tardi per ricominciare

Sono seduto al banco di scuola. Mi guardo intorno. Sono ormai dieci anni che vivo in questo paese, l’Italia, ma non mi sono mai sentito a casa. Tutti non vedono l’ora che finisca la scuola, mentre io penso solo al duro lavoro che mi aspetta. Mio padre ha venduto tutto per raggiungere queste terre: la casa, il suo negozio. Ha lasciato persino la sua famiglia. Voleva che io e mio fratello avessimo un futuro. La vita, però, non è facile. I soldi non sono mai abbastanza e quando camminiamo per strada ci guardano tutti con timore. Con paura. Il colore delle pelle ci marchia come se fossimo bestie, nessuno si fida di noi.

Ho passato notti infinite guardando il soffitto desiderando un’altra vita. Mi sono sempre chiesto perché tutto questo doveva succedere proprio a me. Nel mio paese ero felice, ma la paura che una bomba mi colpisse mentre camminavo per andare a scuola era ogni giorno più forte. Non vedrò mai più mia madre, me l’hanno portata via per sempre. Più di una volta ho desiderato di morire, nessun bambino merita queste sofferenze. Quando sono partito per raggiungere l’Italia pensavo di trovare finalmente un posto dove essere felice, ma non ci ho messo tanto per capire che non era così. I giorni passavano, ma la nostra cultura, il nostro aspetto continuavamo ad incutere timore. Con fatica mio padre ha trovato un lavoro per riuscire a darci ciò di cui avevamo bisogno per vivere, perché, come gli altri padri, sarebbe disposto a tutto pur di renderci felici.

Quando esco da scuola, mentre torno a casa a piedi, osservo le altre persone. Ho capito che io non sono uno straniero.

Gli unici stranieri in questa vita sono coloro che non sanno amare, che vivono seguendo i pregiudizi e non hanno la forza di abbattere i muri invisibili che secoli di storia hanno creato tra gli uomini.

Non importa la terra in cui siamo nati, importa ciò che siamo e ciò che proviamo.

“Humam? È suonata la campanella. Ti va se torniamo a casa insieme così ci conosciamo meglio?”

Sorride. I suoi occhi azzurri mi fissano.

Perché, dopotutto, non è mai troppo tardi per ricominciare.

Autore

Letizia Giangiulio (17 anni)