Io volevo solo vivere

Umano. Cosa c’è di più umano della vita? Io volevo solo vivere, è per questo che sono scappata.

Con me solo i pochi parenti che erano sopravvissuti alle esplosioni delle bombe.

Siamo saliti su un gommone, con l’unica certezza che qualunque cosa, persino la morte, sarebbe stata meglio che restare lì. Ci siamo stretti in silenzio e, come dei soldati, in silenzio, siamo partiti.

La fuga è stata travagliata e in pochi ce l’avevamo fatta. Eravamo tutti sporchi e affamati, molti piangevano e altri urlavano, ma le persone incaricate di aiutarci invece sembravano sicure. Lo sapevo che in realtà erano spaventati almeno quanto noi, ma in quel momento volevo credere che fosse vero.

La loro sicurezza mi dava conforto e speranza.

In quel momento non vi erano più confini, eravamo solo noi. Un noi che comprendeva tutta l’umanità in quel preciso momento. I più forti che aiutavano i più deboli, non importava chi stesse tendendo la mano a chi. L’importante è che quel giorno delle persone non erano morte e che altre persone si fossero sentite utili.

Non tutti nel mondo hanno la fortuna di vivere o tantomeno di sentirsi utili per gli altri.

Era così bello, finalmente respiravo aria pulita, finalmente vedevo visi sorridenti. Finalmente potevo mangiare e se fossi stata abbastanza fortunata avrei potuto persino farmi una doccia. Non vedevo l’ora di iniziare una nuova vita, seppur con la consapevolezza che non sarebbe stato facile, per niente.

Avrei ancora dovuto lottare per trovare finalmente un posto nel mondo, ma dopo l’inferno a cui ero andata incontro, nessuna montagna mi sembrava invalicabile. Sembrava quasi un sogno…

Stamattina mi sono svegliata col rumore di una bomba. È esplosa vicino a casa nostra e ho avuto paura. Non vedevo l’ora di tornare a dormire… così sarei stata salva ancora.

Autore

Ilaria Fabbrocino (17 anni)