Giù le barriere

Abbiamo popolato la terra grazie alle migrazioni. Le migrazioni hanno sempre fatto parte della vita dell’uomo, ogni popolo in un momento o nell’altro della storia è emigrato dalla propria terra natia ed è sbarcato in una nuova terra diventando, così, straniero.

Perché allora, non riusciamo a guardare il mondo con lo sguardo di chi ora, in questi giorni, in questo momento, sta fuggendo dalla propria patria nella speranza di un futuro migliore? Con quale coraggio chiediamo agli immigrati che arrivano sulle rive delle nostre spiagge di tornare a casa loro? Perché non ci chiediamo per quale motivo essi affrontino un viaggio così estenuante il cui prezzo da pagare, spesso, è la vita stessa?

Chi sceglie di partire lo fa con la consapevolezza di lasciarsi alle spalle una parte determinante del proprio essere. La partenza cambia il viaggiatore, lo sradica dal mondo a lui familiare per catapultarlo in una realtà a lui totalmente sconosciuta.

Possiamo quindi concludere che la scelta di partire sia una scelta difficile e sofferta e che sia dettata da eventi che non lasciano molte opzioni fra cui scegliere: fame, guerra, persecuzioni e tutte quelle azioni compiute da uomini che hanno perduto parte della propria umanità.

È da quando l’uomo e la società sono nati che ci battiamo per dei diritti, diritti che abbiamo spesso definito inalienabili ed universali. Il diritto alla vita, il diritto alla libertà, il diritto alla sicurezza... siamo addirittura arrivati a parlare di un diritto emanato a garantire il perseguimento della felicità.

Eppure siamo proprio noi, noi che abbiamo dichiarato questi diritti, a permetterci di negarli ad un altro uomo, donna o bambino. Siamo proprio noi ad erigere barriere, a far prevalere dei confini territoriali e culturali alla vita di un altro essere umano.

È il momento di abbattere le barriere e far prevalere la nostra umanità.

Autore

Francisca Orrego (17 anni)