Un muro. È questo che si trovano davanti Giuseppe e Maria nella loro fuga verso Betlemme per cercare un posto sicuro dove fare nascere il bambino che avrebbe cambiato le sorti dell’umanità. Bansky, lo street artist più famoso del mondo, nel giorno di Natale ha dedicato una illustrazione alla Sacra Famiglia e, per inciso, a tutte le centinaia migliaia di persone del nostro tempo che scappano da guerre e povertà alla ricerca, anche loro, di un rifugio, di un posto dove poter vivere.
È una illustrazione che dovrebbe interrogarci: sono i muri e le separazioni la risposta alle necessità degli uomini? Sono le barriere fisiche a bloccare le migrazioni delle popolazioni che cercano riparo?

Bansky sceglie un’immagine densa di significato per raccontare i muri che negli ultimi anni vengono alzati: Giuseppe, Maria e il bambino che nascerà sono il centro della religione cristiana, sono i rappresentanti massimi di un discorso di solidarietà e pace. Sono loro che hanno ispirato il nostro pensiero occidentale da circa due millenni. Mettendo la Sacra Famiglia davanti a un muro, Bansky sceglie di mettere davanti a un muro il nostro modo di pensare stesso, il nostro metro di valutazione, il nostro sentire. Tocca a noi, dunque, abbattere quei muri, impedirne la costruzione e riprendere in mano quella solidarietà (cristiana e non) che deve caratterizzare il genere umano.

Redazione