Lo spettacolo HUMAN che stiamo costruendo passo passo con Lella Costa è come un mare che lentamente andiamo esplorando. E questo mare lo vorremmo anche rendere “luogo della scena”: una simbolica, immensa distesa di acqua marina, intesa di volta in volta come “irati flutti”, ostacolo e impedimento, a volte come sudario, a volte come pianura o deserto ma anche come speranza, luogo di metamorfosi e cambiamenti, “rivoltolamenti” e lamento. Nella mia testa, vorrei trovare il modo, anche con l’aiuto di Antonio Marras, di restituire scenicamente questo cangiante elemento, primordiale e antico, da cui tutto ha origine.

Per contrasto rispetto a questa natura immensa vorrei contrapporre la limitatezza degli umani corpi che tentano di proteggersi: con vesti, stoffe, abiti, tessuti, con tutte le materie con cui gli umani cercano di difendersi dagli elementi. Nel percorso del profugo o del fuggiasco, la materia tende a incistarsi di Tempo, come gli strati di vestiti sovrapposti dei clochard, tessuti che nella loro opacità risplendono di vita vissuta, che sopra di loro è trascorsa e li ha unti di Tempo.

La natura fragile e disequilibrata dei corpi attorali sarà un’altra dimensione dello spettacolo. Individueremo di volta in volta oggetti scenici necessari e anche su questo vorrei ricollegarmi al discorso del mare. Il mare rimanda a riva legni, che sono ossa spolpate, plastiche che hanno perso il loro colore originario, materie che hanno attraversato il Tempo e sono restituite dall’acqua.

Lentamente le scene vanno costruendosi nelle nostre menti: la nostra immaginazione viaggia veloce e disegna azioni e momenti che andremo sviscerando, prima attraverso la scrittura e poi sul palco. Lella sarà la protagonista di un monologo in cui raffigurerà le tante immagini di profughi che ci arrivano da differenti momenti della Storia: vorrei sedimentare nella sua figura di attrice fasi storiche diverse, affidando alla sua recitazioni immagini e suggestioni appartenute a tempi lontani, ma tutti accomunati dall’elemento della FUGA.

Con HUMAN vorremmo tornare all’essenza “umana” di tutti i movimenti della Storia. È una delle grandi sfide di questa fase, affascinante e avvincente come ogni sfida. 

Marco Baliani