Una mappa del mondo nella sua materia di terra, di pura geografia, una mappa senza stati, né confini, né recinzioni, muri, ghetti.
È il sogno utopico di una vera globalizzazione, non quella attuale dove la libertà di circolare è affidata solo alle merci, al denaro, alle transazioni finanziarie.
Occorre però sognare l’impossibile, immaginarlo un altro mondo, provare a costruirlo.

Intanto questo è impossibile, almeno per quelli che da profughi vagano in cerca di un approdo; per loro è già questo nostro occidente un luogo ove sperare un grande cambiamento. Resteranno delusi, ma intanto hanno negli occhi un fuoco di speranza, nata  dalla disperazione, non possono non credere a un altro luogo ove ricominciare a vivere. Ma poichè quella mappa è un intrico di divieti, il primo dei quali è un mare minaccioso di irati flutti, per aggirarli occorre pagare pedaggio. 

I morti che sprofondano quotidianamente in questo mare, sono il prezzo pagato ai divieti e alle chiusure. 

Marco Baliani